Forum Bresciano sul Mal di Shiena

 
Contributo dell'ortopedico
 

La lombalgia dal punto di vista ortopedico

La patologia di più frequente osservazione negli ambulatori specialistici ortopedici è senza dubbio la lombalgia. Statisticamente infatti si può rilevare che almeno il 70% della popolazione adulta è colpita da uno o più episodi di lombalgia. Oltre ad essere una realtà clinica molto frequente, la lombalgia (specie se cronica)  contribuisce inoltre a sviluppare importanti problematiche psico-sociali, essendo spesso causa di condizioni ansiose che rendono i pazienti ancora più sensibili al dolore e meno collaborativi nell’affrontare i percorsi diagnostici e terapeutici.
Le cause della lombalgia sono molteplici: meccaniche, neurogene, extraspinali e viscerali. Cause meccaniche (70%), congenite ed acquisite del rachide lombo- sacrale, emi-sacralizzazione, schisi, spondilolisi e spoldilolistesi, scoliosi, cifoscoliosi, osteocondrosi, artrosi, alterazioni dell’angolo sacrale, artite reumatoide, morbo di Paget, spondiloartrite anchilosante, stenosi canalare ed ernia discale. Cause neurogene (20%): neoplasie del tessuto nervoso e neuropatie periferiche. Cause extraspinali (6%): metaboliche (osteoporosi ed osteomalacia) , leucemie, mieloma. Cause viscerali (4%) patologie gastrointestinali, pancreatite, malattie e calcolosi renali, patologie genito-urinarie ed aneurisma dell’aorta addominale.
In una miriade di diverse possibili cause, l'iter diagnostico di un paziente affetto da lomabalgia si snoda su un percorso non certo facile. Fondamentale è la raccolta anamnestica ed un corretto esame clinico, cui vanno aggiunti gli esami ematochimici standard ed un accurato studio di imaging. Un preciso inquadramento diagnostico e una collaborazione stretta tra le diverse figure professionali coinvolte rendono certamente più agevole la gestione clinica e il trattamento della lombalgia. Nell’ottica di una collaborazione multidisciplinare, la terapia medica, la rieducazione posturale e il trattamento chirurgico, scelto dopo uno studio accurato delle varie opzioni terapeutiche, non possono prescindere da una valutazione della dimensione psicologica del paziente affetto da dolore cronico. La compresenza di un discomfort psicologico infatti non può e non deve essere ignorata ma deve essere gestita adeguatamente sia nel paziente di competenza medica sia  in quello si competenza chirurgica.

 

 

Il mal di schiena "riempie" gli ambulatori ortopedici. Come inquadrare il problema ed individuare le risposte più idonee, spesso con una collaborazione fattiva con altre figure mediche