Forum Bresciano sul Mal di Shiena

 
Il contributo del neurochirurgo
 

La lombalgia dal punto di vista neurochirurgico (Chirurgo Vertebrale)

Con l’invecchiamento della popolazione sono aumentate le persone che accusano disturbi alla colonna vertebrale. Dopo i 45 anni, il 50% degli italiani soffre di mal di schiena più volte all’anno. In circa 2/3 dei casi la lombalgia è secondaria a malattie cronico-degenerative. Sono assai frequenti le lombalgie, le lombosciatalgie da ernia del disco o da stenosi degenerativa che comportano dolori anche agli arti inferiori per l’interessamento della radici nervose. Il “mal di schiena” è da considerare come un iceberg la cui parte emersa è quella che può giovarsi della chirurgia, mentre la parte immersa rappresenta quella quota di popolazione con mal di schiena controllabile o gestibile con trattamenti conservativi. Compito del neurochirurgo (chirurgo vertebrale) è riuscire ad identificare/selezionare  il paziente che può giovarsi di un trattamento chirurgico, fornendo poi la soluzione  più adeguata alla causa della lombalgia. La chirurgia vertebrale ha avuto negli ultimi anni uno straordinario sviluppo. I progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumenti, la chirurgia mini-invasiva, quella assistita dal computer sono i cardini di questo sviluppo. Si sono moltiplicate le possibilità di cura di ernie discali, fratture vertebrali, scoliosi, cifosi, spondilolistesi, discopatie, infezioni e tumori… Nonostante l’innovazione delle tecniche neurochirurgiche, tuttavia, il confronto tra il chirurgo, i vari specialisti ed i medici di medicina generale rimane premessa necessaria e indispensabile. La collaborazione di base infatti è dato fondamentale per ottimizzare il percorso diagnostico, clinico e soprattutto strumentale e per comprendere quali siano le esigenze del chirurgo vertebrale al fine di definire la migliore strategia terapeutico/chirurgica in un paziente potenzialmente complesso come quello affetto da lombalgia.

 

 

La precisa individuazione del problema anatomico per la sua risoluzione chirurgica