MA.R.I.C.A
Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni

 

I farmaci per le artriti
Dr.ssa Chiara Bazzani, Dr.ssa Tamara Ziglioli, Dr. Matteo Filippini, Dr. Roberto Gorla

 

Premessa

Una persona ben informata della sua malattia e del perché deve assumere dei farmaci, potrà meglio partecipare attivamente alla gestione della sua condizione di salute.
Non ci stancheremo di ripetere che i farmaci sono solo una componente della cura e che i comportamenti salutari, attuati consapevolmente e con sforzo di volontà, rappresentano la migliore garanzia per preservare la capacità funzionale muscolo-scheletrica e la qualità di vita.
Attuare esercizio muscolare frequente e osservare una dieta corretta che tenda al ripristino del peso ideale consentirà di invecchiare senza l’incubo della dipendenza dagli altri.
Coltivare interessi, mantenere i rapporti sociali, dedicarsi al prossimo e curare l’igiene del sonno aiutano a mantenere alto il tono dell’umore e, di conseguenza, il benessere.
Questo scritto, curato dai medici della Reumatologia dell’A.O. Spedali Civili di Brescia in accordo con l’Associazione Bresciana Artrite Reumatoide (ABAR), intende fornire informazioni sui più comuni farmaci impiegati per la cura delle poliartriti.
Nella sezione finale si intende addestrare il malato al riconoscimento di eventuali alterazioni degli esami di laboratorio attuati per monitorare possibili effetti indesiderati dei farmaci. Ciò dovrebbe far ridurre la necessità di rivolgersi ad un medico per la loro interpretazione ed evitare quindi “inutili code” e perdita di tempo.

Anti-infiammatori (FANS) e anti-dolorifici

Queste sostanze, utili nel controllo della sintomatologia dolorosa, non sono in grado di prevenire, l’evoluzione del danno anatomico articolare.
Tuttavia gli anti-infiammatori vengono spesso impiegati per la loro veloce azione sul dolore.
Una buona protezione della mucosa dello stomaco con farmaci inibitori di pompa, durante l’impiego di FANS, si è dimostrata efficace nella prevenzione dell’ulcera gastrica. Gli inibitori selettivi della COX2 (Arcoxia, Celebrex, Algix, ecc.) hanno un minor profilo di tossicità gastro-intestinale. Un abuso di FANS può determinare effetti collaterali anche a carico di altri organi (problemi renali, problemi epatici, incremento della pressione arteriosa.
Nei soggetti anziani è meglio scegliere anti-dolorifici quali il paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan).
Sono talvolta impiegati derivati morfinici, da soli o in associazione al paracetamolo.
Ricordiamo che talvolta il dolore può essere percepito incrementato e, in questo caso, farmaci anti-depressivi a bassa posologia possono essere ottimi anti-dolorifici.

Cortisonici (Deltacortene, Lodotra, Medrol, Urbason, Deflan)
Regole d'oro per l'impiego di cortisonici:

  1. Assumere il farmaco solo al mattino, durante la colazione, per rispettare il ciclo circadiano dell'ormone;
  2. Bere molta acqua (meglio dell’aquedotto) e ridurre il consumo di zucchero (frutta compresa);
  3. Seguire una dieta povera in calorie e ricca in verdure. Evitare di mangiare fuori pasto;
  4. Mantenersi in movimento (passeggiate, bicicletta, ginnastica in acqua, ecc)

Nelle artriti i cortisonici devono essere impiegati a basso dosaggio (esempio Prednisone - Deltacortene 5 mg/die oppure Medrol o Urbason 4 mg/die).
A questi dosaggi il farmaco non induce significativa osteoporosi nè ipertensione ed è ben tollerato a livello gastrico.
Nei diabetici è bene controllare frequentemente la glicemia e gli altri esami consigliati dal diabetologo.
Nei soggetti con glaucoma è bene avvisare l'oculista.
Per la prevenzione dell’osteoporosi che potrebbe insorgere nei trattamenti a lungo termine con i cortisonici, viene spesso associata la vitamina D e il calcio (presente nel formaggio grana e latte) e, talvolta, farmaci anti-osteoporosi.

Methotrexate o Metotressato o Reumaflex

E’ il farmaco che ha raccolto i maggiori consensi di provata efficacia terapeutica nell’Artrite Reumatoide.
La posologia efficace varia tra 7,5 e 20 mg/settimana per bocca o per via intramuscolare o sottocutanea in associazione ad acido folico dopo 48 ore.
Il farmaco potrebbe determinare malformazioni fetali e non va assunto in gravidanza.
Se la donna desiderasse una gravidanza il MTX deve essere sospeso almeno tre mesi prima del concepimento. Lo stesso discorso vale anche per gli uomini in terapia che esprimono il desiderio di paternità.
L’assunzione contemporanea di alcoolici o farmaci anti-infiammatori può determinare danno epatitico tossico. E’ sconsigliato in soggetti portatori di epatiti. Prima di iniziare il farmaco vanno eseguiti esami per escludere epatiti virali.
In taluni pazienti l’intolleranza gastrica del farmaco (nausea e vomito) è prevenuta dal concomitante impiego di vitamina B12 o Plasil.
Esami da eseguire ogni 2 mesi: GOT (dette anche AST), GPT (dette anche ALT) ed emocromo completo.
In caso di alterazione delle transaminasi o riduzione dei globuli bianchi o modificazioni rispetto ai valori precedenti, informare il medico.

Plaquenil (idrossiclorochina)

Il Plaquenil è un farmaco anti-malarico ad azione lenta (massima efficacia attesa dopo 4 - 6 mesi di assunzione continuativa). Alla posologia di 200 - 300 mg/die viene consigliato nelle forme scarsamente attive ed aggressive di artrite spesso in associazione al methotrexate. E' un farmaco largamente impiegato anche in altre malattie autoimmuni sistemiche, dove sono state raccolte evidenze a favore della sua possibile protezione cardiovascolare.
L'intolleranza (orticaria, eritrodermia), seppure rara, è motivo di sospensione precoce del farmaco. Nella maggioranza dei casi è ben tollerato, anche per lunghi periodi di assunzione.
In rari casi può verificarsi una maculopatia (retinica). Si tratta di un effetto indesiderato che si può sviluppare lentamente e insidiosamente. Si raccomanda ai pazienti esposti al Plaquenil di eseguire ogni 8-12 mesi una visita oculistica e una campimetria. L'eventuale alterazione, se rilevata precocemente, è reversibile e non lascia esiti a lungo termine.

Salazopyrin (sulfasalazina)
Farmaco ad azione lenta impiegato nelle artriti e spondiliti.
La massima efficacia terapeutica si raggiunge dopo 4 - 6 mesi dall'inizio della terapia.
La posologia raccomandata nell’AR è di 4 compresse al giorno.
Gli effetti indesiderati segnalati sono: intolleranza gastrica (frequente), reazioni cutanee, riduzione dei globuli bianchi, aumento delle transaminasi, riduzione degli spermatozoi.
La reversibilità di tali effetti collaterali è correlata al loro precoce riconoscimento con immediata riduzione della posologia o sospensione del farmaco.
Esami da eseguire ogni 2 mesi: GOT (dette anche AST), GPT (dette anche ALT) ed emocromo completo.

Ciclosporina (Sandimmun Neoral)
Immunodepressore che si è dimostrato efficace nella prevenzione della evoluzione del danno anatomico articolare nell'artrite reumatoide (AR), impiegato anche per prevenire il rigetto dei trapianti.
Il paziente viene edotto di un possibile incremento della peluria corporea e di un possibile gonfiore delle gengive, prevenuta da una corretta igiene del cavo orale e massaggio gengivale con lo spazzolino da denti.
Gli effetti collaterali maggiori sono l’ipertensione arteriosa (frequente nei soggetti già ipertesi) e l’incremento della creatinina. Monitoraggio frequente della pressione arteriosa e controllo, almeno mensile, della creatinina e dell’esame urine possono permettere la prevenzione del danno renale, mediante riduzione della posologia o sospensione del farmaco.
In caso di alterazione della creatinina o di incremento della pressione arteriosa è necessario informare il medico.

Leflunomide (Arava)
Immunodepressore impiegato nelle poliartriti reumatoide e psoriasica.
I possibili effetti collaterali segnalati, anche se non gravi e reversibili alla sospensione, sono: diarrea, perdita di capelli e mal di stomaco.
Il farmaco potrebbe determinare malformazioni fetali e non va assunto in gravidanza. Rimane nel sangue per molti anni dopo la sospensione. Nel caso una donna desideri una gravidanza, è necessario parlarne allo specialista perché possa apportare modifiche alla terapia. Esami da eseguire ogni 2 mesi: GOT (dette anche AST), GPT (dette anche ALT) ed emocromo completo.
In caso di alterazione delle transaminasi o riduzione dei globuli bianchi o modificazioni rispetto ai valori precedenti, informare il medico.

I farmaci biologici per le artriti
Hanno I seguenti nomi commerciali:
anti-TNF (Remicade, Enbrel, Humira, Simponi, Cimzia)
anti-IL6 (RoActemra)
anti-IL1 (Kineret)
anti-CD20 (Mabthera)
CTL-A4 (Orencia)
Questi farmaci rappresentano la grande novità terapeutica degli ultimi 10 anni e derivano dalla sintesi in laboratorio (e produzione su vasta scala) di anticorpi e recettori in grado di mimare la normale funzione delle proteine naturali anti-infiammatorie e, per questo motivo, sono stati definiti farmaci biologici. I farmaci biologici si sono dimostrati in grado, in tempi molto brevi rispetto ai farmaci tradizionali, di indurre un soddisfacente controllo dell’artrite e dell’evoluzione del danno erosivo articolare in un elevato numero di malati in cui si è osservato fallimento dei medesimi farmaci anti-reumatici. Vengono prescritti dallo specialista e, al momento attuale, vengono dispensati in ospedale.
Importanti norme di sicurezza
Prima di iniziare questi farmaci va esclusa una infezione tubercolare latente e/o una infezione da virus B dell’epatite. Per questo lo specialista fa eseguire una radiografia del torace, la ricerca dei virus dell’epatite nel sangue e la reazione sottocutanea alla tubercolina.
Vanno inoltre escluse le persone con tumori maligni recenti e coloro che hanno malattie neurologiche demielinizzanti.
La raccomandazione più importante consiste nel segnalare immediatamente allo specialista una possibile infezione (febbre, tosse e catarro, bruciore nell’urinare, lesioni della pelle, diarrea, ecc) che deve essere immediatamente trattata con antibiotici. Fino alla completa guarigione dell’infezione va sospeso il farmaco biologico.
In caso di interventi chirurgici il farmaco deve essere sospeso per un periodo di tempo variabile, stabilito dallo specialista.
Le persone in terapia con farmaci biologici sono invitate ad eseguire una visita specialistica ogni 4-6 mesi.
Hanno I seguenti nomi commerciali:
anti-TNF (Remicade, Enbrel, Humira, Simponi, Cimzia)
anti-IL6 (RoActemra)
anti-IL1 (Kineret)
anti-CD20 (Mabthera)
CTL-A4 (Orencia)
Questi farmaci rappresentano la grande novità terapeutica degli ultimi 10 anni e derivano dalla sintesi in laboratorio (e produzione su vasta scala) di anticorpi e recettori in grado di mimare la normale funzione delle proteine naturali anti-infiammatorie e, per questo motivo, sono stati definiti farmaci biologici. I farmaci biologici si sono dimostrati in grado, in tempi molto brevi rispetto ai farmaci tradizionali, di indurre un soddisfacente controllo dell’artrite e dell’evoluzione del danno erosivo articolare in un elevato numero di malati in cui si è osservato fallimento dei medesimi farmaci anti-reumatici. Vengono prescritti dallo specialista e, al momento attuale, vengono dispensati in ospedale.
Importanti norme di sicurezza
Prima di iniziare questi farmaci va esclusa una infezione tubercolare latente e/o una infezione da virus B dell’epatite. Per questo lo specialista fa eseguire una radiografia del torace, la ricerca dei virus dell’epatite nel sangue e la reazione sottocutanea alla tubercolina.
Vanno inoltre escluse le persone con tumori maligni recenti e coloro che hanno malattie neurologiche demielinizzanti.
La raccomandazione più importante consiste nel segnalare immediatamente allo specialista una possibile infezione (febbre, tosse e catarro, bruciore nell’urinare, lesioni della pelle, diarrea, ecc) che deve essere immediatamente trattata con antibiotici. Fino alla completa guarigione dell’infezione va sospeso il farmaco biologico.
In caso di interventi chirurgici il farmaco deve essere sospeso per un periodo di tempo variabile, stabilito dallo specialista.
Le persone in terapia con farmaci biologici sono invitate ad eseguire una visita specialistica ogni 4-6 mesi.