MA.R.I.C.A
Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni

 

 
   

FARMACI BIOTECNOLOGICI A BREVETTO SCADUTO.
IMPIEGO DEI FARMACI BIOSIMILARI
Nota informativa a tutti i pazienti in terapia con farmaci biotecnologici

I farmaci biotecnologici hanno notevolmente mutato l’approccio
terapeutico dei malati con poliartrite. Si sono dimostrati efficaci nel ridurre
i sintomi e l’evoluzione del danno articolare caratteristico delle poliartriti.
Molti malati di artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite e di alcune
malattie rare, hanno beneficiato dall’impiego di questi farmaci. A tutti è
noto tuttavia il costo elevato di queste terapie che sono state dispensate
esclusivamente in centri ospedalieri autorizzati al loro impiego.
Dopo 16 anni dal loro ingresso in terapia, i primi brevetti di questi farmaci
chiamati originatori sono scaduti ed altri scadranno a breve. Sono state
poste in commercio molecole che hanno le medesime caratteristiche
biologiche ed hanno pari efficacia e sicurezza: sono state denominate
“farmaci biosimilari”. Il costo di questi farmaci biotecnologici, prodotti
in laboratori accreditati, è notevolmente inferiore a quello dei farmaci
originatori, garantendo il principio attivo con la stessa efficacia e sicurezza
di impiego rispetto agli originatori. Attualmente è disponibile il primo
farmaco biosimilare di Infliximab. Gli enti regolatori europei e nazionali
hanno approvato il suo impiego per la terapia delle poliartriti.
Da maggio 2015 presso gli ambulatori della nostra U.O. abbiamo iniziato
ad usare il farmaco biosimilare di Infliximab ed abbiamo progressivamente
abbandonato il farmaco originatore. Possiamo confermare che il
biosimilare ha la medesima efficacia e non è gravato da effetti collaterali
diversi rispetto all’originatore. Ciò ha permesso un considerevole risparmio
di risorse economiche che saranno destinate a coprire il costo di farmaci
innovativi per la cura di nuovi malati e al potenziamento dell’assistenza
reumatologica.
Seguiremo lo stesso percorso anche per i prossimi biosimilari che verranno
approvati in sostituzione degli originatori.
L’associazione dei malati reumatici della provincia di Brescia in accordo
con i medici di riferimento per le malattie reumatiche ha sostenuto
questo progetto e queste finalità fin dal loro nascere.

Note generali:

Intendiamo per continuità terapeutica la prosecuzione del farmaco inteso come molecola e non come nome commerciale.

Riteniamo indispensabile salvaguardare la libertà prescrittiva del medico e non vi deve essere alcuna imposizione all'impiego di un farmaco diverso da quello che il medico ritiene più idoneo per il malato che ha in cura.

Il vero problema che affligge la reumatologia è la cerenza di medici reumatologi e di centri di reumatologia sul territorio. Gran parte dei medici che prestano la loro attività nei centri di reumatologia usufruiscono di contratti sostenuti dalle aziende farmaceutiche. Il lavoro di tanti reumatologi "contrattisti e borsisti" si traduce nella possibilità di fare diagnosi precoci (indispensabili per una terapia precoce in grado di indurre remissione delle artriti) e di poter operare la sorveglianza attiva dei malati per non perdere la remissione. La ricerca clinica e l'aggiornamento medico sono da decenni appannaggio quasi esclusivo dell'industria farmaceutica. Ovvio quindi comprendere il timore dei medici (e primariamente dei pazienti) di perdere, con l'esclusione di importanti aziende farmaceutiche dal "mercato reumatologia", le risorse necessarie all'assistenza e alla ricerca. Riteniamo indispensabile che quota parte dei risparmi attuati con l'impiego di farmaci meno costosi, diagnosi precoci e adattamento delle posologie dei farmaci biotecnologici (tapering) siano investiti per la creazione di reti territoriali di reumatologia e consolidamento dei livelli occupazionali dei centri di reumatologia.

per approfondimenti sull'artrite reumatoide leggi qui

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