MA.R.I.C.A.

MALATTIE REUMATICHE INFIAMMATORIE CRONICHE e AUTOIMMUNI

Psicologia del malato di ARTRITE REUMATOIDE

 

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Il paziente con artrite reumatoide: aspetti psicologici ed aderenza al trattamento
Roberto Gorla – Reumatologia A.O. Spedali Civili di Brescia

Possiamo oggi affermare che l’Artrite Reumatoide (AR) è una malattia che può essere vinta, se diagnosticata e curata tempestivamente, al suo esordio. L’impiego tempestivo dei farmaci anti-reumatici nelle prime settimane dall’inizio dei sintomi (dolore e tumefazione articolare) può determinare remissione nella maggioranza dei casi. La disponibilità dei farmaci biotecnologici ha contribuito ad incrementare notevolmente i casi di remissione anche nei soggetti intolleranti o resistenti alle terapie anti-reumatiche convenzionali.
La diagnosi precoce è possibile se il malato viene riferito subito dal Medico di Medicina Generale allo specialista Reumatologo che ha a disposizione nuovi efficaci strumenti diagnostici e terapeutici per l’obiettivo di indurre la remissione. La remissione va raggiunta, consolidata e sorvegliata attraverso un lungo periodo di monitoraggio, talvolta con la necessità di modificare la terapia.
Da quanto detto sembra che l’AR non sia quindi una malattia invincibile.
Tuttavia curare una persona malata è più difficile che non curare la sua malattia. Non è facile convivere con una malattia cronica che determina paura per il futuro, necessità di assumere continuativamente farmaci, essere sottoposti frequentemente a controlli clinici e di laboratorio, sapere che sicuramente le terapie andranno modificate per la loro perdita di efficacia.
Il dolore dell’artrite è di tipo infiammatorio ed è massimo a riposo, di notte e al risveglio mattutino. Il disturbo del sonno, oltre al dolore, è determinato dalla preoccupazione, dallo stress e dalle modificazioni alle abitudini di vita che la malattia induce. Il disturbo del sonno determina progressiva stanchezza e fatica a reggere la giornata. Dolore e stanchezza generano ansia (attesa negativa di eventi) e riduzione del tono dell’umore. Un grado lieve-moderato di ansia e depressione è spesso rilevato nei malati di artrite. La percezione della qualità di vita risulta conseguentemente ridotta. Ad insonnia e depressione si associa spesso iperalgesia centrale con percezione di dolore diffuso in più parti del corpo. Si può inoltre manifestare mal di testa, tachicardia, vertigini, colon irritabile, ecc. Noi reumatologi definiamo questa sindrome associata come fibromialgia.
Da quanto esposto si deduce la necessità di curare  l’Artrite Reumatoide in modo vigoroso, ma altrettanto impegno va posto al riconoscimento e trattamento del disturbo del sonno, dell’ansia e della depressione.
Prima di pensare a farmaci serve la rassicurazione del malato, l’adozione di stili di vita che riducano lo stress, il sostegno psicologico e l’igiene del sonno.
L’esecuzione di attività muscolare aerobica quotidiana (ad esempio camminare ogni giorno 30-60 minuti) contribuisce significativamente alla riduzione dello stress, al miglioramento del sonno e dell’umore, alla riduzione dell’ansia e alla prevenzione della degenerazione articolare.
Motivazione, volontà e costanza all’attuazione di questi programmi salutari non si trovano in farmacia, ma crescono nella condivisione con altre persone. Le associazioni di volontariato dei malati reumatici possono favorire la creazione di gruppi di persone che auto-aiutandosi possono meglio aderire ai programmi di cura della malattia e del proprio essere psico-fisico attraverso l’adozione di vincenti stili di vita.